15 marzo 2009

Farewell, F. Guccini.

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Guccini: E voi quante volte vi siete innamorati?
Stefania: UNA.


Una.
Una sola.
Non due, tre, dieci, cento.
Una.
Una come la primavera.
Una come Una storia sbagliata.
Una come Una vita.
Una come Una storia.
Una come Una mano.
Come una rosa.
Come una canzone.
Una poesia.
Una magia.
Una bugia.
Una come Una lacrima.
Una come C’era una volta.
Una come una carezza.
Una certezza.
Un’amarezza.
Una dolcezza.
Una come Una donna.
Una.
Una come Una come me.
Una come Quante volte? UNA.


“Sai perché ti odio?”.
“No. Perché?”.
“Non lo so nemmeno io”.
(Perché ti amo).


Una.
Non dieci, non cento, non mille.
UNA.

Pandino, 15/03/2009
15.25

13 febbraio 2009

Semi di Vento.

Questa è la storia di una biscia nera, enorme e anche un po’ molto incazzata …


Tu sei una biscia.

Strisci. Lenta, cauta.

Ti insinui negli spazi angusti

e attacchi quando nessuno ti osserva.

Sibili. E il tuo è un sibilo che consuma e usura.

Tutto ciò che incontri,

tutto ciò che contamini.

Deperisce.

Marcisce.


Sei una di quelle parole che

graffiano le orecchie.


Sei l’odore acre di una scoreggia

silenziosa e attesa da giorni.


Sei la malattia.

Un malore, un tumore.


Sei la rabbia che acceca

e il desiderio che si spegne.


… e quanta merda mi han tirato addosso …

… e a chi tirava gliel’ho spiaccicata in faccia …


Mi ricordo di te.

So cosa hai fatto.

Riconosco i segni del tuo veleno sulla mia pelle.

Distinguo il suo sapore in bocca.

Sento il suo odore tra quello di mille altri veleni.


Te ne stai ancora arroccata sul tuo risentimento

come se fosse l’unico ricordo mio, tuo, suo.


Non ragioni

perché non hai testa.


Non pensi

perché non hai pensieri.


Non hai profondità ma vai a fondo.

Non hai amore ma lo fai.

Non hai rispetto ma ne vanti il diritto.

Non hai anima ma cerchi di salvartela.


… comunque resta un biscione! Una cosa brutta!


Intorno a te resta solo quello che sei.

E non c’è niente.


Io semino piccoli semi figli del vento.

Chi semina vento raccoglie tempesta.


Chi non semina niente, muore di fame.



Crema 12/02/2009

h. 20.34

6 febbraio 2009

Quello che non è più mio.

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La mia donna ha gli occhi enormi
E le caviglie strette.
La mia donna ha la bocca sottile
E i polsi segnati.
La mia donna ha le ascelle delicate
E la pelle dura.

La mia donna ha 752 ferite aperte.
La mia donna ha 752 ferite aperte e sanguinanti.
La mia donna ha 752 ferite aperte e sanguinanti e alcune infette.

La mia donna piange in silenzio.
La mia donna ride gridando.
La mia donna ha cicatrici da acido.

La mia donna conosce i suoi segni.
La mia donna riconosce i suoi segni.
La mia donna disconosce i suoi segni.

La mia donna ha lacrime color carbone
E un mascara marcio che puzza di uovo.
Marcio.

La mia donna conosce le piante.
La mia donna conosce la piante e parla con gli animali.
La mia donna conosce le piante e parla con gli animali e non è una santa.

La mia donna ride di me.
La mia donna piange con me.
La mia donna ha cicatrici da taglio.

La mia donna è bella da mozzare il fiato.
La mia donna bacia da mozzare il fiato.
La mia donna scopa da mozzare il fiato.

La mia donna sa quello che non è più suo.
La mia donna non dice addio.
La mia donna sa quello che non è più mio.
La mia donna sussurra a denti stretti.

La mia donna cammina.
La mia donna cammina di fronte a me.
La mia donna cammina di fronte a me e si allontana.
La mia donna cammina di fronte a me e si allontana ma non si ferma.
Mai.

La mia donna conosce il vento
E il vento conosce la mia donna.



Ho perso la mia donna.
   Ho perso la mia donna in Settembre.
      Ho perso la mia donna in Settembre seguendo il nulla.
         Ho perso la mia donna in Settembre seguendo il nulla mentre lei.
            Seguiva un sogno.

Pandino, 7/2/2009
0.34