9 maggio 2008

Non vedi niente.

Sono di fronte a te.


Brucio in una fiamma dorata,
è il mio spirito inquieto.

Il vento scuote i miei ricci,
è la mia imprevedibile anima.

La terra sotto di me si lacera con profonde voragini,
sono la forza e la rabbia che ho dentro.

Una candida rugiada scorre lungo le mani e gli occhi,
sono la purezza e la dolcezza.



Mi guardi.

E vedi tutto.



Sei un lembo di niente
trasportato dal vento,
sciolto nell’acqua,
assorbito dalla terra,
arso dal fuoco.

Vorresti ma non puoi.
Vorresti ma non sai.

Ti avvicini.



Vacilli sulla terra lacerata che blocca i tuoi passi.
Allunghi le mani bruciate dalle fiamme.
Chiudi gli occhi feriti dal vento rabbioso.
Anneghi nel silenzio della rugiada divenuta onda.



Ti guardi.

Non vedi niente.



Pandino 24/11/2004
Rivista il 31/3/2005
Rivista il 3/9/2006

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