Quando io morirò tu piangerai
Quando io morirò tu mi chiamerai
Chiamerai il mio nome con rabbia odio e rancore
Lo chiamerai di fronte al mare
Lo chiamerai nel vento
Lo chiamerai mentre il sole ti brucerà gli occhi
E sentirai nelle tue urla
La dolcezza, il dolore, l’amore e la gioia d’avermi avuta.
Quando io morirò tu mi cercherai
Cercherai a casa mia, a Spezia, nei prati, nei fossi e nei fiori.
Cercherai tra le righe del decimo giorno di Agosto
Nell’immensa luce di un mattino
Nell’infinita aridità di sovrumani silenzi.
Cercherai nella mia musica, nelle mie canzoni.
In un Dio che è morto e poi risorto
E in un giudice tanto simile a me in statura e in perfidia.
Cercherai tra le mie inutili parole
Lasciate su un orrendo quaderno arancio.
Quando io morirò tu mi vedrai
Mi vedrai allo specchio nei pori della tua pelle
Mi vedrai in un bouquette di rose rosse
Mi vedrai nell’innocenza e nella curiosità di un bambino
Mi vedrai camminando per strada
Mi vedrai annusando il naturale odore di libertà dell’aria.
Quando io morirò tu verserai fiumi di lacrime
Rifiuterai l’aiuto di tutti
Pregherai in un Dio in cui non abbiamo mai creduto
Cercherai risposte ad irrisolvibili questioni
Quando io morirò tu...
Tu non so cosa farai ma non spegnere mai
Quella dolce luce dei tuoi occhi
Con cui ancora mi riscalderei.
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Rivista poi 22/7/2002 e 15/12/2002
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